Qualche cenno sull'argomento:

Immersa in uno spettacolare scenario naturalistico, la necropoli ipogeica di Mandra Antine è costituita da 4 tombe scavate su un costone roccioso di trachite rossa a forte pendenza. La tomba III di Mandra Antine, o Tomba Dipinta, è forse “l’ esempio più raffinato ed interessante dell’architettura ipogeica domestica sia per la rara policromia degli elementi pittorici che ancora oggi si possono ammirare, nonostante i guasti del tempo, sia per la problematica simbologia che ad essi si riferisce (Tanda 1984)”. Scoperta nel 1961 da E. Contu che l’esplorò scientificamente e la pubblicò, essa è costituita da 4 celle disposte a “T”: l’anticella ellittica (m. 1,60 x 3,60), una cella rettangolare e due cellette ellissoidali (m. 1,10 x 1,66 quella occidentale) aperte sui lati brevi di quest’ultima. All’interno della cella rettangolare è presente la rappresentazione del focolare (costituito da 4 cerchi concentrici) e del tetto piattabandato il quale è suddiviso in 20 cassettoni, 10 per lato. Sulla parete di fondo della cella principale è presente la rappresentazione a tutta parete dello stemma taurino costituito da tre linee di corna che delimitano una falsa porta centralizzata. Dalla fascia mediana pendono in totale 6 dischi nerastri e, ai lati, sono presenti due riquadri con disco, anch’esso nero. Nel mezzo dell’architrave si nota una fila di sei triangoli contrapposti per il vertice, dipinti di nero. Una striscia rossa (in parte scomparsa) corre orizzontalmente alla base della parete. (…). “Dal punto di vista figurativo tale rappresentazione costituisce il punto d’ arrivo dell’ evoluzione intesa non solo in senso stilistico ma anche in senso cronologico della protome taurina di stile curvilineo che, da motivo culturale di piccole dimensioni scolpito per lo più sulle pareti dell’ anticella, diventa ampia composizione espressa a tutta parete, disposta nell’ ambiente più vasto, dove assume un carattere prevalentemente decorativo senza perdere però il suo carattere culturale (Tanda 1984)”. Dallo scavo dell’ipogeo e dai materiali ceramici e liti rivenuti è possibile attribuire la Tomba Dipinta alla fine del’V-inizi IV millennio a.C.