Qualche cenno sull'argomento:

Percorso blu

L’edificio nacque come Convento dei Francescani nel 1478, con annessa la chiesa di Nostra Signora del Gesù, di cui ora rimangono poche tracce. Il convento ospitò la farmacia dei frati, nella quale si preparavano numerose medicazioni fra le quali l’unguento di San Salvatore da Horta, che qui trascorre gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte, nel 1567. Dopo l’assedio spagnolo del 1717 il convento viene ceduto ai Piemontesi che, nel 1765, impiantano la Manifattura Tabacchi. Il complesso viene ampliato grazie ai progetti di Saverio Belgrano di Famolasco (1764) e di Giuseppe Sbressa (1828).

Più volte rimaneggiato ed ingrandito, l’edificio nel 1900, in seguito alla cessione fatta dal municipio di una vasta estensione di terreno adiacente al vecchio fabbricato, si rese possibile l’ampliamento dell’opificio. La serie delle nuove costruzioni, permisero di dare alla manifattura quell’aspetto di modernità che le era necessario. La manifattura dei tabacchi ha sempre impiegato soprattutto personale femminile e rappresenta uno dei luoghi storici della riscossa operaia di Cagliari.

La Manifattura viene chiusa nel 2001; nel 2006 torna nelle mani della Regione Autonoma della Sardegna che nel 2009 avvia i lavori di recupero, conclusi nel 2016, e nello stesso anno incarica Sardegna Ricerche, Agenzia Regionale per la promozione della ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico, di dare nuova vita alla Manifattura Tabacchi e posare la prima pietra della futura Fabbrica della Creatività.