Qualche cenno sull'argomento:

Il Murale dedicato al Santo Patrono è stato ideato e realizzato nel 1976 da Angelo Pilloni, muralista di San Sperate protagonista con Pinuccio Sciola della nascita del Paese Museo. L’opera realizzata sul muro di un’abitazione privata prospicente la centrale Piazza Croce Santa, doveva rispondere alle esigenze del proprietario che auspicava la rappresentazione del santo patrono – cui era particolarmente devoto – e le esigenze culturali del movimento artistico che da circa dieci anni animava il paese. Il risulta- to ottenuto è uno splendido connubio tra Fede e cultura contadina, sancito da forti elementi simbolici: l’altare nuragico e la maschera ghignante rappresentano le radici storiche dell’abitato, su cui si innestano le radici di una pianta e un muro di pietra. A colpire lo spettatore è certamente la pecora che giace morta sui lacerti murari, figura di un mondo agropastorale che l’incipiente industrializzazione stava portando alla morte. Nella versione originale del murale in luogo del fiorente albero di agrumi, c’era un albero di pesco morente a causa del protrarsi della siccità, cui non giovava più neppure il lavoro indefesso del contadino. Ma la speranza era comunque riposta in alto, in quel santo portato in processione con fede e devozione dall’intero paese, sotto la vigile osservazione della pia donna che, seduta, snocciola il rosario e dell’uomo con su bonettu in testa che- a guisa di s da alle convenzioni sociali – mostra superiore distacco. Nel restauro del 1994, realizzato dallo stesso muralista Pilloni, l’impianto del murale non è stato modificato se non per il dettaglio dell’albero di pesco sostituito dall’arancio: una rivisitazione alla luce di una nuova fase della vita del- la comunità, pervasa da una rinnovata slancio al recupero delle antiche tradizioni: le prime coltivazioni arboricole a San Sperate furono di agrumi e non di pesche.