Qualche cenno sull'argomento:

CITTA’ E TERRITORIO, TRA STORIA E NATURA

L’Argentiera nasce come borgo di minatori e prende il nome dal materiale estratto dai giacimenti di piombo e zinco argentifero. L’area mineraria, estesa 61 Kmq, è compresa nell’ambito del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna e riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità. La miniera, utilizzata sin dall’epoca romana e medievale, riprese l’attività di estrazione nel 1867. Dopo il 1872 vennero prolungate le gallerie e venne costruito un piccolo borgo con le abitazioni per le famiglie di minatori e tecnici, i servizi civili ed un pontile per il carico sulle navi del materiale estratto. Nel 1895 la miniera viene ceduta alla “Società Correboi”, che per impulso del suo patron, Andrea Podestà, conosce un periodo di grande impulso produttivo. Viene scavato un pozzo d’estrazione, ribattezzato a suo nome, e la borgata (allora con 2000 residenti) viene dotata di nuovi servizi, quali scuola, chiesa, infermeria e cantina. Nel 1929 la miniera viene ceduta alla società italo-francese “Pertusola”. Nel 1963 la miniera viene chiusa.
Il complesso architettonico della borgata costituisce uno dei maggiori esempi di archeologia mineraria della Sardegna: l’amministrazione comunale in collaborazione con il Parco Geominerario, l’Università di Sassari, l’Associazione culturale LandWorks e altri partner nazionali e internazionali sta costruendo un “museo liquido aperto” che mette in dialogo gli spazi pubblici e privati, coniugando conoscenza, memoria, cultura e partecipazione.