Qualche cenno sull'argomento:

Il palazzo Uras-Chelo, noto come “Casa Deriu” dal nome degli ultimi proprietari, è ubicato nel Corso Vittorio Emanuele, il salotto buono della città di Bosa, luogo storicamente deputato al commercio e al passeggio, e per molto tempo dimora della borghesia locale. L’edificio, come attesta la data incisa accanto al portone d’ingresso, subì un consistente restauro nel 1838. Nell’occasione furono incorporate abitazioni più piccole come si deduce dai dislivelli presenti tra le varie stanze del primo e del terzo piano. Il piano centrale, piano nobile, appare invece livellato nei solai, abbellito da decorazioni e ornamenti rappresentativi dello status economico-sociale dei proprietari. Originariamente proprietà della famiglia Uras, appartenente alla piccola nobiltà rurale cittadina, il palazzo passò per via femminile, alla fine dell’Ottocento, al Cav. Zedda Athene, e infine, ancora per via femminile ai Deriu, ultimi proprietari da cui la casa-museo prende il nome. L’ingresso è abbellito dalla presenza di tre archi in trachite secondo la tipologia diffusa nelle abitazioni bosane: il primo, a sinistra per chi entra, costituiva l’accesso ai magazzini e alle dispense; quello centrale, più piccolo rispetto agli altri, era una sottolineatura del vano scala; l’ultimo introduceva alle scale, anch’esse di trachite. La pianta dei piani di abitazione è la stessa per tutti: due camere di dimensioni maggiori che si affacciano sul corso, altre due stanze interne senza finestre, adibite a disimpegno o servizio, e due che si affacciano sulla piazza Modoleddu a nord. Attualmente l’edificio ospita esposizioni temporanee d’arte e di artigianato e all’ultimo piano la collezione permanente di Melkiorre Melis, artista bosano del novecento.