Qualche cenno sull'argomento:

Nel corso della media Età del Bronzo (circa 1500-1300 anni a.C.), il paesaggio della Sardegna è caratterizzato dal sorgere dei nuraghi a tholos: monumentali torri costruite con pietre ciclopiche senza l’ausilio di malta, dotate all’interno di camere circolari con volta a cupola ogivale (tholos). La parola nuraghe, di origine pre-indoeuropea, deriva con ogni probabilità dalla lingua parlata dai suoi antichi costruttori e potrebbe significare “mucchio di pietre cavo all’interno”. Nella sua forma più diffusa il nuraghe si presenta come un tronco di cono rovesciato, coronato in origine da un terrazzo sporgente sorretto da mensole. Il nuraghe Arresi, costruito in rudi blocchi di calcare dolomitico, esemplifica una particolare tipologia di nuraghe complesso definita “a tancato”: una torre principale o mastio e una torre secondaria più piccola sono unite tra di loro da due braccia murarie curvilinee che racchiudono un cortile a cielo aperto. Al monumento si accede attraverso un breve corridoio, fornito lateralmente di due nicchie, che conduce nel cortile di disimpegno e attraverso questo alle due torri. Colpisce il gigantesco architrave monolitico dell’ingresso al mastio che immette in un ampio corridoio ai lati del quale si aprono, sulla destra, un angusto vano curvilineo cieco  e, sulla sinistra, una stretta e ripida scala  di collegamento all’originario terrazzo, oggi crollato assieme alle volte delle due torri. La camera del mastio misura circa 5 m di diametro ed è ampliata alla base con tre nicchie disposte a croce ricavate nello spessore murario.