Project Description

Nel territorio di Neoneli, sito nella regione storica del Barigadu, si trova una delle più belle aree verdi della Sardegna: l’Oasi permanente di protezione faunistica chiamata Oasi di Assai, dal nome della zona.
Sin dai primi decenni del secolo scorso le terre comunali venivano utilizzate per il taglio del legnatico, destinato alla produzione della legna da ardere e del carbone, come testimonia la presenza di un’antica carbonaia, situata in un’area adiacente all’Oasi. Altra rendita storicamente importante per la popolazione locale era data dallo sfruttamento della risorsa sughericola. Successivamente, nel 1983, i quasi 1000 ettari che costituisco l’Oasi di Assai furono presi in gestione dall’ex Ente Foreste della Sardegna (ora Forestas) che istituì un Cantiere Forestale con la volontà sia di tutelare un patrimonio di così grande valenza ambientale e paesaggistica, favorendo la conservazione dei millenari paesaggi forestali, sia di creare occupazione stabile per le comunità locali.
Il territorio è caratterizzato da formazioni paleozoiche, costituite da graniti rosati, compatti e massivi, molto fessurati che si interrompono al confine del complesso, nella parte occidentale, dove iniziano le terrazze trachitiche dell’era terziaria, rosso-violacee, che caratterizzano questa parte del territorio. Nella località conosciuta con il nome di S’Isteddu, si iniziano a scorgere le maestose forme granitiche del Monte Olisetzo con i suoi 841 metri s.l.m.; volgendosi alla nostra sinistra, lo sguardo si perde lungo le distese infinite di boschi di lecci e sughere, un mare verde che si interrompe nell’alternarsi delle guglie granitiche che prendono il nome dalla forma che permette di identificare e caratterizzare il territorio: Ziu Paolu, Sa Crabarissa.
Gran parte del territorio è costituito da un fitto bosco di leccio e sughera, tra i quali spiccano maestosi alberi secolari. Fino ai primi anni 70, la foresta è stata interessata dal pascolamento di bestiame domestico: ovino, bovino e caprino e questo fenomeno ha influito sulla macchia mediterranea presente, caratterizzata da arbusti tra i quali troviamo il corbezzolo, il lentisco, l’edera e le diverse clematidi. A seconda della stagione è inoltre possibile ammirare un vasto patrimonio floreale fatto di orchidee selvatiche, ciclamini, lavanda, biancospino e ginestre.
La fauna presente nell’Oasi è di grande interesse scientifico, infatti oltre al daino e al cervo sardo, sono presenti numerosi cinghiali e, tra i carnivori, il gatto selvatico e la martora; tra le specie ornitiche nidificanti ricordiamo alcuni endemismi sardo – corsi, quali lo sparviere, il picchio rosso maggiore, la cincia mora, lo zigolo nero. Sono presenti anche il raro ed elusivo passero solitario, la ghiandaia, il corvo imperiale, la pernice sarda, il colombaccio. Recentemente, dopo tanti anni di assenza, è tornata a nidificare nell’area l’aquila reale. All’interno del parco c’è il museo dell’oasi che espone, impagliate, varie specie di mammiferi e volatili, specie rapaci, tra cui uno splendido esemplare di aquila reale.

Foto di Lisa Biddoccu