Qualche cenno sull'argomento:

La chiesa parrocchiale, intitolata al martire eponimo, edificata nel 1649, insiste su una precedente costruzione di epoca tardo antica, una ecclesia paleocristiana, realizzata tra IV e VI secolo. In essa erano presenti tombe pagane e cristiane, tra le quali con molta probabilità, era compresa la memoria in onore delle reliquie del martire scillitano Sperate, posta, secondo la tradizione a sinistra dell’attua- le altare maggiore. La presenza delle preziose reliquie del martire africano determinarono, in un’epoca imprecisata, il cambiamento del nome del centro abitato da civitas Valeria a San Sperate. L’edificio, realizzato in stile gotico – aragonese, presenta una facciata a terminale piatto merlato, su cui si apre un portale quadrangolare con cornice e finestra a sesto ribassato. L’imponente torre campanaria a canna quadrata, la cui sommità venne modificata in epoca moderna con la rimozione della piccola cupola, si sviluppa su due ordini, con monofora a sesto acuto in ciascun lato. L’interno si presenta con una sola navata, quattro cappelle laterali e presbiterio con volta a botte, impreziosito dall’altare rea- lizzato in marmo policromo e balaustrate a colonnine. La chiesa ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli, l’ultimo dei quali in ordine di tempo si è concluso a luglio 2018. I lavori, resi necessari dal crollo improvviso di intonaco e calcinaci dalla copertura dell’aula centrale, hanno interessato in particolar modo il tetto della navata che è stato interamente ripristinato nella sua veste originaria in legno, prima di essere modificata nel 1936 con una volta a botte in ce- mento armato. L’attuale copertura lignea è stata realizzata in massello di castagno nazionale con ripartitori di carico in acciaio interamente inseriti a scomparsa sugli archi. A rap- presentare simbolicamente l’attaccamento della comunità alla chiesa parrocchiale, è stata organizzata l’iniziativa “Una tegola per la casa di Dio”, attraverso la quale sono state recuperate, grazie alle donazioni dei compaesani, le seimila tegole di rivestimento del manto di copertura della chiesa.