Project Description

Ascolta il suono del vento impetuoso e addentrati nel mondo di invasioni e scorrerie dei pirati del Mediterraneo, i temibili Saraceni. Esplora i luoghi più importanti di difesa e controllo delle coste e del territorio, rivivi gli episodi più avvincenti e nascosti del nostro passato attraverso le fonti storiche ufficiali.

Una tappa fondamentale per questo itinerario è la sommità della collina che sovrasta la basilica di Sant’Antioco, dove si trova il forte sabaudo “Su Pisu”, impiantato su un nuraghe polilobato. Fu costruito tra il 1813 e il 1815 per dare riparo ai soldati ed alla popolazione di Sant’Antioco in caso di assedio da parte dei pirati saraceni. All’epoca l’isola era costantemente minacciata dalle incursioni dell’Impero Ottomano. In particolare dalla città di Tunisi partivano le navi cariche di corsari barbareschi che facevano razzia nei villaggi poco difesi della costa sarda. Nel 1815 il Forte fu teatro di una cruenta battaglia. Il Bey di Tunisi in crisi per la scarsità dei raccolti di grano inviò una flotta di 15 navi cariche di saraceni che presero d’assalto il villaggio di Sant’Antioco. Il comandante degli Artiglieri di Sardegna, Efisio Melis Alagna, insieme ai suoi soldati e ai miliziani, volontari sardi, opposero una valida resistenza ai nemici, ma questa risultò vana allorché, per la scarsezza delle munizioni e il soverchiante numero dei nemici, le mura del fortino furono prese d’assalto ed il fortino espugnato. Melis e i suoi soldati preferirono la morte alla schiavitù. I Tunisini portarono in patria come bottino 133 prigionieri.

L’archivio storico comunale di Sant’Antioco, diventato separata sezione d’archivio nel gennaio 1995, conserva i fondi dell’archivio storico del Comune (1793-1969) e di alcuni archivi aggregati (Congregazione di Carità poi E.C.A., Tiro a Segno, Asilo Infantile Gen. Carlo Sanna, Conciliatura e Patronato Scolastico). La documentazione è conservata nei locali dell’ex Caserma dei Carabinieri a Cavallo, edificio restaurato nell’aprile 2000, dove è attivo il laboratorio didattico che consente alle scuole di studiare la storia locale dalle fonti documentarie. Notevole importanza riveste un volume della Comunità (Registro de entrada y salida de los dineros de esta comunidad de San Antiogo ut intus) che racconta l’attività istituzionale della Comunità dal 1793 al 1815. Attraverso i documenti antichi si potranno ripercorrere le tappe salienti della storia moderna di Sant’Antioco e le conseguenze che la città subì nel corso dei secoli a causa delle incursioni dal mare.