{"id":52488,"date":"2023-12-19T11:51:14","date_gmt":"2023-12-19T10:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/monumentiaperti.org\/it\/monumenti_\/oratorio-dellannunziata\/"},"modified":"2024-09-10T14:29:23","modified_gmt":"2024-09-10T12:29:23","slug":"oratorio-dellannunziata","status":"publish","type":"monumento","link":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/monumenti\/oratorio-dellannunziata\/","title":{"rendered":"Oratorio dell&#8217;Annunziata"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Oratorio, che sorse nel castrum medievale a poca distanza dalla basilica di Santa Maria in Vado, come edificio religioso, fu costruito a met\u00e0 del XIV secolo a fianco di un ospedale per i poveri. Nel 1366 venne istituita in citt\u00e0 la Confraternita della Buona Morte, un\u2019istituzione religiosa che aveva il compito di accompagnare al patibolo i condannati a morte con ogni conforto religioso, e di dare degna sepoltura ai criminali assassinati e a chi moriva in povert\u00e0 e solitudine. La Confraternita aveva perci\u00f2 un ruolo non solo religioso ma anche sociale e igienico: in un\u2019epoca in cui le epidemie erano frequenti, istituti che tumulassero i numerosi poveri e vagabondi garantivano un minimo di salubrit\u00e0 alla citt\u00e0. Nel 1373, per la Confraternita venne costruito l\u2019oratorio ed \u00e8 qui che i condannati a morte ricevevano i conforti religiosi. La Confraternita aveva un culto particolare per la Santa Croce, istituito ufficialmente nel 1510 e, pochi anni dopo, ricevette in dono da Isabella d\u2019Este d\u2019Aragona una reliquia del sacro legno. Nel 1547 venne iniziata la decorazione dell\u2019intero piano primo del fabbricato con un ciclo pittorico dedicato proprio alle storie della Vera Croce, realizzato da grandi artisti dell\u2019epoca come il Garofalo, Girolamo da Carpi, Dela\u00ec e Rosselli con le loro botteghe. Si pu\u00f2 dire che il ciclo sia una vera e propria galleria affrescata, con punte di elevatissima qualit\u00e0 pittorica. Nel 1612, la Confraternita decise di fabbricare una vera e propria chiesa ad aula unica, e perci\u00f2 venne demolito il solaio di interpiano e realizzata una nuova facciata, molto probabilmente su progetto di Giovanbattista Aleotti. Solo nel 1950 il solaio venne ricostruito in laterocemento, e si ricostitu\u00ec la visione corretta degli affreschi. Il fabbricato ha subito danni \u2013 in parte riparati \u2013 a causa del sisma del 2012 e oggi il piano superiore \u00e8 visitabile solo a gruppi di persone in numero limitato. Dal punto di vista architettonico, l\u2019edificio ha ripreso la sua composizione originaria a due piani, anche se il solaio, ricostruito nel XX secolo, \u00e8 in laterocemento. La pianta \u00e8 rettangolare. La ricostruzione ha ripristinato la corretta lettura del manufatto soprattutto dal punto di vista della decorazione pittorica che, nel periodo in cui il fabbricato veniva usato come chiesa, \u201cpendeva\u201d nel vuoto. Attualmente, l\u2019interno \u00e8 caratterizzato quindi da due piani: il pianterreno non ha elementi di rilievo e l\u2019aula che funge da sala ricreativa, con un palchetto nella parte terminale usato come teatrino, \u00e8 occupata dai pilastri che reggono il solaio. Le finiture sono spartane, del tutto prive di elementi di rilievo. L\u2019accesso al piano superiore avviene tramite una doppia scalinata costruita nel XX secolo e non vi sono elementi che rendano attraente tutto quello che esula da piano \u201cnobile\u201d, che \u00e8 il vero fulcro dell\u2019oratorio: non \u00e8 tanto la scatola muraria a essere importante quanto il ricchissimo apparato pittorico, e anche il solaio ligneo che \u00e8 a lacunari quadrati, con una luce amplissima e una tessitura molto originale per Ferrara. La facciata, realizzata nel 1621 con ogni probabilit\u00e0 su progetto di Giovanbattista Aleotti, ricorda quella della chiesa di Santa Francesca Romana (praticamente contemporanea) e se da un lato con il timpano triangolare deve un tributo a Palladio, dall\u2019altro con l\u2019ordine gigante di paraste doriche sconfina nel nascente Barocco. Si tratta comunque di un prospetto in cui la scomposizione dei piani \u00e8 solo accennata, la decorazione quasi assente se si esclude il portale in marmo. Il linguaggio compositivo \u00e8 aleottiano, come dimostrano le similitudini con la gi\u00e0 citata facciata di Santa Francesca Romana e con i pi\u00f9 plastici prospetti di San Carlo in Corso Giovecca e del Santuario della Celletta ad Argenta. Tutto il fabbricato \u00e8 faccia a vista, e la relativa semplicit\u00e0 del complesso si deve probabilmente al fatto che era di pertinenza di una Confraternita. L\u2019intero salone decorato per benevolenza di Isabella d\u2019Aragona con un intero ciclo di affreschi cinquecenteschi, ha subito molti interventi di restauro nel 1835 ad opere del pittore Gregorio Boari e nel 1949 per mano di Mario Paganini. Al di sotto del soffitto a cassettoni, dorato e con vari emblemi di morte, lungo tutte le pareti, inquadrati nelle prospettive architettoniche realizzate nel 1686 da Francesco Scala, si snodano i diversi episodi della Leggenda del Legno della Santissima Croce. Come un racconto scandito in sequenze cinematografiche il programma decorativo, che trae spunto dalla Legenda aurea di Jacopo da Varagine, va dal momento della morte di Adamo, dalla cui bocca nasce l\u2019alberello della futura croce, alla profezia della regina di Saba che appoggia il piede sul legno col quale si costruir\u00e0 la croce, al ritrovamento della vera croce da parte di Santa Elena, al ringraziamento di Costantino per la vittoria su Massenzio. Gli affreschi, eseguiti dopo la met\u00e0 del Cinquecento, sono stati attribuiti a Camillo Filippi, al Bastianino, a Nicol\u00f2 Rosselli e a Giovan Francesco Surchi. Sulla parete di fondo, l\u2019Annunciazione \u00e8 del Boari mentre nel riquadro sottostante la stupenda Resurrezione, di grande presa emotiva e che ben si adatta al messaggio di conforto che la Confraternita voleva trasmettere ai malati prima e ai condannati a morte poi, \u00e8 un affresco quattrocentesco attribuito all\u2019anonimo \u201cMaestro G.Z\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":12533,"template":"","meta":{"COMUNE":[],"note":[],"indirizzo":[],"accessibilita_mezzi":[],"coordinates":[],"images":[],"adesioni":[],"footnotes":""},"monumento_tipologia":[557],"accessibilita":[],"accessibilita_mezzi":[],"class_list":["post-52488","monumento","type-monumento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","monumento_tipologia-architettura-religiosa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/52488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti"}],"about":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/monumento"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/52488\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98821,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/52488\/revisions\/98821"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"monumento_tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumento_tipologia?post=52488"},{"taxonomy":"accessibilita","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/accessibilita?post=52488"},{"taxonomy":"accessibilita_mezzi","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/accessibilita_mezzi?post=52488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}