{"id":54489,"date":"2024-03-20T16:49:46","date_gmt":"2024-03-20T15:49:46","guid":{"rendered":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/monumenti_\/museo-del-crudo\/"},"modified":"2026-02-18T13:14:14","modified_gmt":"2026-02-18T11:14:14","slug":"museo-del-crudo","status":"publish","type":"monumento","link":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/monumenti\/museo-del-crudo\/","title":{"rendered":"Museo Del Crudo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Museo del Crudo, situato nella centrale via Roma, \u00e8 stato realizzato su un lotto ad elle, in precedenza occupato da un\u2019antica abitazione padronale del Seicento interamente costruita in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ladiri<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. L\u2019edificio \u00e8 costituito da due distinti corpi di fabbrica (per un totale di 13 ambienti) separati da una corte di forma quasi quadrangolare. Una seconda corte, di dimensioni inferiori, \u00e8 presente sul retro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il corpo principale, realizzato su due piani e allineato lungo filo-strada, presenta aperture sui due ordini (quattro finestre al pian terreno e cinque portefinestre con balcone al primo piano). La copertura \u00e8 realizzata a doppio spiovente con struttura portante a capriate lignee e manto in coppi sardi su incannicciato; i solai di calpestio e delle coperture sono realizzati in legno. La muratura \u00e8 in terra cruda, con profilature in mattoni cotti, attorno alle bucature; lo spessore dei setti murari non supera i 60 cm. Il mattone crudo, usato per l\u2019innalzamento delle murature portanti era originariamente del tipo realizzato a mano; l\u2019argilla era rossastra, con notevole presenza di inserti di vario tipo: ghiaia, sabbia, legnetti e paglia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019unico diaframma tra il mondo esterno e l\u2019intimit\u00e0 della dimora viene garantito da un largo portale ligneo sormontato da un arco semicircolare, che immette su un cortile quadrangolare pavimentato in ciottoli e dotato di un pozzo centrale, preceduto da una piccola loggia sorretta da pilastri. La corte &#8211; chiusa ad occidente da un alto muro e ad oriente da un locale di sgombero &#8211; \u00e8 delimitata a nord dal corpo che prospetta alla strada principale, mentre, a sud, un fabbricato lo mette in comunicazione, attraverso un corridoio, con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sa pratza \u2018e pabasa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, di dimensioni inferiori (per questo chiamata anche <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sa pratziscedda<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) e forma rettangolare. La struttura che funge da raccordo tra i due cortili consta di due piani comunicanti mediante una scala monumentale centrale (a doppia rampa, dotata di copertura lignea a due spioventi e rivestimento in tegole sarde) che sormonta il portale d\u2019ingresso, incastonato su un arco semicircolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se da questa sommaria descrizione \u00e8 evidente la ripresa di alcuni elementi costitutivi della tradizionale abitazione campidanese, alcune innovazioni rispetto a questa \u201carchitettura senza architetti\u201d ci portano piuttosto al cosiddetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">palattu<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che si rifaceva ai modelli dell\u2019urbanistica cittadina ottocentesca. Chiari segni di questo ammodernamento &#8211; che pur non mutando sostanzialmente la struttura planimetrica della casa, la rende pi\u00f9 vicina al gusto cittadino &#8211; sono certamente la presenza di un prospetto finestrato, i due piani abitativi e l\u2019intonaco di rivestimento dei mattoni crudi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo essere stata corpo centrale di un\u2019antica dimora, in seguito all\u2019acquisto da parte dell\u2019amministrazione comunale dall\u2019allora proprietario Giuseppe Piras, con rogito notarile datato 16 aprile 1857, il lotto cambi\u00f2 destinazione d\u2019uso, assumendo l\u2019importantissima funzione sociale di scuola e municipio. Da un rendiconto di spesa datato al 9 dicembre 1857 si evince che l\u2019impianto strutturale dell\u2019abitazione privata dovesse ricalcare grosso modo quello dell\u2019attuale museo, pur con alcune azioni di restauro per un ammontare di spesa pari a lire 3300.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da una planimetria datata al 20 dicembre 1940 e da alcune foto d\u2019epoca che ritraggono scolaresche negli anni \u201920, risulta che la parte dell\u2019edificio prospiciente alla strada fu adibito ad aule scolastiche (due al pian terreno e due al piano primo), mentre il corpo pi\u00f9 interno ospit\u00f2 il municipio, con archivio, ripostiglio, magazzino e camera di sicurezza al pian terreno, un secondo archivio, e ufficio del sindaco, dell\u2019applicato e del segretario nel piano superiore. La piccola struttura posta sul lato orientale fungeva, invece, da ambulatorio comunale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il trasferimento negli anni sessanta delle scuole elementari nello stabile di via Sassari e degli uffici comunali nel nuovo municipio di via Risorgimento, determin\u00f2 uno stato di abbandono e di conseguente degrado dell\u2019intera struttura. Per far fronte a tale situazione nel 1985 fu redatto un progetto di restauro e riqualificazione affidato all\u2019architetto Roberto Badas e totalmente finanziato dall\u2019Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, in merito ai contributi da destinare per i musei di enti locali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nelle intenzioni degli amministratori, non si sarebbero dovuto trattare, per\u00f2, di un museo in senso classico, ma di una struttura complessa: una sede operativa per la documentazione e la ricerca (con funzioni di laboratorio permanente), nonch\u00e9 di conservazione, studio e tutela di tutte le testimonianze legate e connesse alla tecnologia della terra cruda. Il progetto per\u00f2 non decoll\u00f2 e, attualmente il museo \u00e8 utilizzato per mostre estemporanee, convegni e iniziative di carattere culturale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":84190,"template":"","meta":{"COMUNE":[],"note":[],"indirizzo":[],"accessibilita_mezzi":[],"coordinates":[],"images":[],"adesioni":[],"footnotes":""},"monumento_tipologia":[554],"accessibilita":[707],"accessibilita_mezzi":[],"class_list":["post-54489","monumento","type-monumento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","monumento_tipologia-arte-mostre-musei","accessibilita-accessibilita-con-accompagnatore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/54489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti"}],"about":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/monumento"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/54489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84192,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumenti\/54489\/revisions\/84192"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"monumento_tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/monumento_tipologia?post=54489"},{"taxonomy":"accessibilita","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/accessibilita?post=54489"},{"taxonomy":"accessibilita_mezzi","embeddable":true,"href":"https:\/\/monumentiaperti.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/accessibilita_mezzi?post=54489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}