L’assemblea della 44ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, riunita a Fuzhou, in Cina, ha dato il via libera all’iscrizione di 13 nuovi siti culturali nella Lista del Patrimonio Mondiale. Nel corso della medesima riunione, è stata approvata anche l’estensione di un sito culturale già censito in Messico. Notizie non buone, invece, per il paesaggio minerario di Roșia Montană, in Romania, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale in pericolo, in attesa della rimozione delle minacce alla sua integrità poste da possibili attività estrattive.

Nel corso della 44ma sessione sono state esaminate le candidature pervenute sia per il 2020 che per il 2021 e l’Italia ha ottenuto tre ottimi risultati. Dopo Padova Urbs Picta e Montecatini, compresa nel sito transnazionale delle Grandi città termali d’Europa, anche i Portici di Bologna entrano nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, portando a 58 i siti italiani iscritti. Insieme ai 14 della lista rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’umanità, diventano così 71 i riconoscimenti UNESCO riguardanti il patrimonio culturale italiano, che mantengono il nostro Paese al primo posto in questa speciale “classifica” che, ai primi posti, vede anche Cina, Spagna e Germania.

«Ancora una bella giornata per il patrimonio culturale nazionale: con l’iscrizione dei Portici di Bologna nella lista del patrimonio mondiale, dopo quella avvenuta sabato per Padova Urbs Picta e Montecatini grande città termale europea, sono tre i nuovi siti italiani riconosciuti dall’Unesco nel 2021. Si tratta di un risultato straordinario, frutto di una intensa e costante azione di diplomazia culturale e della stretta collaborazione tra Governo, enti locali e associazioni. Una bella notizia alla vigilia del G20 Cultura che l’Italia si appresta ad ospitare per la prima volta», ha commentato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Il Comitato ha riconosciuto il valore mondiale eccezionale di questo sito quale straordinario esempio di spazio privato ad uso pubblico, rappresentativo del sistema urbano di percorsi coperti che definisce l’identità urbana della città di Bologna, contribuendo al senso del luogo e alle dinamiche sociali. Attraverso una selezione delle più rappresentative aree cittadine porticate, con la candidatura si è inteso offrire una sintesi di questa particolarissima forma di spazio pubblico e privato ad un tempo che, a partire dall’obbligo per la sua costruzione definito dagli Statuti Comunali del 1288, nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri si sviluppato in numerose varianti ed esteso fino coprire 62 km di portici. Il Comitato di Fuzhou ha dimostrato di voler approfondire ulteriormente la conoscenza delle peculiarità di questo sito, comprendendone appieno le valenze quale modello di amministrazione civica e di socialità, fonte d’ispirazione per altre città europee.