Project Description

Il Campanile erge adiacente alla cattedrale di Sant’Antonio Abate in Via Manganella.
Secondo la tradizione, l’edificio venne edificato dai Doria all’atto di fondazione della città fortificata con la funzione di torre-faro e a guardia della sottostante insenatura dove stava la porta a mare della città.
Nella sua forma, quadrangolare nella base, ottagonale nella seconda campata, ricorda la famosa Lanterna di Genova, città d’origine dei Doria fondatori di Castel Genovese.
Simbolo della città ligure, sita sul promontorio di Capo di Faro la Lanterna, è il faro più alto del Mediterraneo, secondo in Europa. L’attuale costruzione risale al 1543, ma fin dal XII secolo esisteva una torre di struttura simile, nata come torre di guardia, per annunciare l’arrivo di imbarcazioni sospette e divenuta nel tempo anche faro, sulla cui sommità si bruciavano fascine per segnalare ai naviganti l’accesso al porto.
Nel 1326 vi si istallò la prima lanterna ad olio di oliva, la cui luce era concentrata in un fascio grazie a cristalli trasparenti prodotti da maestri vetrai liguri e veneziani. La rappresentazione probabilmente più antica di questa prima Lanterna risale al 1371 e compare sulla copertina di un registro dell’autorità marittima del tempo conservata all’Archivio di Stato di Genova.
La copertura in vetri trasparenti e colorati è stata riproposta, recentemente, a Castelsardo, nel nuovo campanile del compendio religioso della Sacra Famiglia, attualmente in via completamento nel rione del Monte della Marina.
Per ricordare il faro della città natale e per motivi strategici e funzionali, probabilmente i Doria realizzarono la costruzione castellanese nel sito dove si trova ora, a guardia del Porticum Granatiticum.
La sua trasformazione in campanile è decisamente successiva all’edificazione dell’edificio religioso. Il primo impianto del campanile della cattedrale è infatti attestato nell’area dove adesso sta la sacrestia e l’archivio.
La torre attualmente si presenta con una cupola di maioliche colorate. Secondo la tradizione furono gli spagnoli, nel XVII secolo a realizzare la copertura con prezioso materiale proveniente dalla penisola iberica.
Il campanile ospita al suo interno quattro campane di bronzo. Il loro suggestivo suono diffonde le melodie, con mestizia, gioia o solennità, a seconda delle occasioni. L’edificio è chiuso al pubblico ma durante la manifestazione Monumenti Aperti sarà possibile accedervi, ascendendo i 123 gradini che portano alla sommità dove, vicino alle antiche campane seicentesche, si può ammirare il golfo dell’Asinara da una posizione suggestiva e privilegiata.
È facilmente raggiungibile lasciando l’auto nel parcheggio degli spalti di Manganella e percorrendo l’omonima via, oppure parcheggiando nel cortile sottostante la cattedrale e ascendendo le suggestive scale che ne fiancheggiano la fiancata di fronte al mare

L’edificio, che stilisticamente fonde elementi del gotico catalano e del classicismo rinascimentale, si trova nel centro storico di Castelsardo, in posizione panoramica, a picco sul mare. È infatti visibile anche per chi arriva dal mare, al suo fianco svetta la torre campanaria.
Preesistente, nel borgo fortificato, come chiesetta romanica dedicata a Sant’Antonio Abate, nel 1503 divenne sede della “cattedra vescovile” di Ampurias e, a partire dal 1597 per volere dell’allora vescovo Giovanni Sanna furono aggiunti elementi tipici del classicismo rinascimentale. Nel 1622 fu consacrata dal vescovo Passamar.
L’ interno presenta ora una pianta a croce latina ed è costituito da navata unica voltata a botte, cappelle laterali e transetto, in quest’ultimo sono ancora presenti degli affreschi attribuiti a Andrea Lusso, il più noto pittore manierista in Sardegna.
La volta, all’incrocio della navata col transetto, è a crociera, generata da quattro pilastri a fascio con capitelli scolpiti.
Il presbiterio si presenta rialzato e chiuso da una balaustra marmorea.
L’abside, con volta a crociera stellata, è a pianta quadrangolare e accoglie l’altare maggiore in marmo del 1810, in cui troneggia la tavola della “Madonna con Bambino assisa in trono e circondata da angeli musicanti”, dipinta nel XV secolo dall’artista anonimo noto come “Maestro di Castelsardo”.
L’area presbiteriale si presenta leggermente inclinata verso destra in virtù del racconto evangelico che vede il Cristo inclinare il capo prima del sospiro finale. Un’ipotesi meno suggestiva suggerisce l’inclinazione dell’abside come una soluzione dettata da difficoltà tecniche incontrate durante la costruzione dell’edificio.
Interessanti anche alcuni altari lignei e l’organo a canne settecentesco, situato sulla cantoria in controfacciata, recentemente restaurato e perfettamente funzionante. Pregevole una delle cappelle laterali intitolata a San Filippo Neri, con intagli e decorazioni policrome; la cappella della Vergine del Monte Carmelo è invece coperta da cupolette ottagone con le pareti lastricate di azulejos, le mattonelle maiolicate di cultura arabo-spagnola.
Meritano notevole attenzione anche il pulpito ligneo e gli stalli intagliati del Coro, realizzato da Jaume Camilla nel 1765.
Numerose opere d’arte sacra si possono ammirare anche nei sotterranei della cattedrale, da alcuni anni adibiti a museo diocesano fra cui il San Michele Arcangelo, la Trinità e alcune parti della predella del Maestro di Castelsardo, che insieme alla Madonna dell’altare maggiore e ad altre tavole ormai scomparse, componevano originariamente un retablo posizionato sull’altare maggiore.
La cattedrale di Sant’Antonio Abate è facilmente raggiungibile parcheggiando l’auto negli spalti di Manganella e percorrendo a piedi l’omonima via.