Il Ministero dei beni culturali insediatosi con il nuovo governo aveva preannunciato un diverso orientamento rispetto a quello precedente di Franeschini. Adesso, a distanza di un anno, il quadro della situazione inizia a delinearsi con maggiore precisione.

Il ministro Alberto Bonisoli ha pronta una bozza di riorganizzazione in cui è previsto che quattro dei trentadue musei e siti monumentali resi autonomi da quella riforma, autonomi non siano più. Inoltre avvia un significativo riaccentramento.

Infatti, se il Ministro Franceschini aveva in programma un decentramento del potere dell’allora MIBACT, una riforma articolata sul territorio in 17 Poli Museali Regionali e in 32 Istituti con piena autonomia tecnica e scientifica, ognuno dotato di un proprio statuto, di un bilancio e di aree funzionali, dalla cura delle collezioni al marketing, dal fundraising all’amministrazione, l’attuale MIBAC mira esattamente al contrario:

rinforzare i poteri del ministero e del segretariato generale e istituire una nuova direzione “Contratti e concessioni” che, oltre una certa soglia di spesa, potrà bandire gare d’appalto anche per i siti autonomi, compresi quelli di notevole importanza

 

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