Martedì 3 luglio è stato eletto già al secondo scrutinio il nuovo presidente del Parlamento Europeo: dopo Antonio Tajani , ancora un Italiano, si tratta di David Sassoli, anch’egli giornalista come il suo predecessore e anch’egli impegnato nella politica. Legato al PD, è il candidato ufficiale dei Socialisti e democratici sostenuto anche dal Ppe. Tra i partiti italiani, solo il Pd ha votato Sassoli, Forza Italia si è astenuta, La Lega e Fdi hanno votato per Jan Zahradil (Conservatori Ecr) e il Movimento 5 Stelle ha invece lasciato libertà di coscienza.

Nel suo primo discorso da presidente, Sassoli ha sottolineato la necessità di rivedere gli accordi di Dublino sui flussi migratori: “Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino che quest’Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura”. Ha poi ribadito l’importanza dell’istituzione comunitaria: “L’Unione europea non è un incidente della Storia, siamo i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia”. E ha concluso: “Il nazionalismo ideologico produce virus”.

A posteriori David Sassoli commenta la propria elezione su Facebook con queste parole:

Si tratta – diceva Aldo Moro – di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà. Si tratta, però, anche di essere coraggiosi e fiduciosi. Ecco proprio in questo senso accolgo con fiducia e con coraggio, e con un ringraziamento sentito, non rituale, ai parlamentari, a tutte le cittadine e ai cittadini, la mia elezione a Presidente del Parlamento europeo. Un onore immenso. Una sfida grande.
Tenterò, nei limiti di ogni mia umana possibilità, di servire questa prestigiosa Istituzione con dignità e onore. Ogni giorno. Ogni minuto della mia vita in cui sarò chiamato a farlo.

 

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