In occasione della 34° edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì, Ferrara Off, l’associazione che gestisce la segreteria organizzativa di Monumenti Aperti a Ferrara, in collaborazione con Imago Mundi, che organizza la manifestazione Monumenti Aperti da oltre vent’anni, e con la Fondazione Giuseppe Dessì, producono Una solitudine condivisa, personaggi, ambientazioni e vissuti di due grandi protagonisti del Novecento, Giorgio Bassani e Giuseppe Dessì, in programma domenica 22 settembre alle 20 al Teatro Don Bosco di Villacidro.

Si tratta di una lettura drammatizzata, con Giacomo Casti e Giulio Costa, basata su una selezione di testi, a cura di Monica Pavani, delle cinquantacinque lettere che i due intellettuali si scambiarono dal 1936 al 1959. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di Tradire Bassani, un percorso di letture, performance e spettacoli realizzato con il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani

Nell’ambito delle iniziative per il centenario della nascita di Giorgio Bassani, sotto l’egida della Fondazione Giorgio Bassani e sotto la direzione scientifica di Paola Italia, vengono proposti all’attenzione dei lettori alcuni dei più importanti carteggi emersi dall’Archivio dello scrittore ferrarese. Si tratta di interlocutori importanti che saranno via via pubblicati in questa collana, come Giuseppe Dessí, Italo Calvino, Franco Fortini, Attilio Bertolucci e l’amico e critico Claudio Varese, con cui Bassani intesse uno scambio vivace e profondo, che lo porta a rivelare molti aspetti di sé e della sua opera finora sconosciuti.

Questo carteggio inaugura la pubblicazione di una serie di corrispondenze inedite che riguardano Giorgio Bassani. Il volume non solo contribuisce a dirci di più dell’autore del Giardino dei Finzi-Contini, ma aggiunge un nuovo, importante tassello alle corrispondenze di Giuseppe Dessí, su cui tanto si è lavorato nell’ultimo decennio. Le 55 lettere proposte con cura e attenzione filologica (27 di Bassani e 28 di Dessì) affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale.
Tutto inizia con l’esordio narrativo del giovane Bassani, collaboratore del «Corriere Padano», editore e lettore d’eccezione proprio dei racconti di Dessí e del suo primo romanzo, considerato come un modello. Le lettere degli anni successivi ci restituiscono la tragica realtà delle città devastate dai bombardamenti, colpite dalla fame e dalle privazioni, e mescolano passione politica e preoccupazioni private. L’immediato dopoguerra è tratteggiato invece dal dibattito relativo alla ricostruzione e alla scelta costituzionale.
Attraverso un’attenta annotazione dei singoli pezzi, la curatrice indaga il linguaggio della comunicazione letteraria e epistolare, ne rileva le consonanze con le modalità più segrete della scrittura, in una sorta di specchio introspettivo della personalità di due grandi scrittori del Novecento.

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