“COMUNITÀ CHE INNOVANO: trasformazioni intorno ai beni comuni” è il titolo del convegno che si terrà a Cagliari nella Sala Conferenze del Centro Comunale d’Arte EXMA nella mattinata di Sabato 30 novembre a partire dalle ore 9.30.

Il meeting si inserisce all’interno delle attività di studio e ricerca portate avanti dall’Associazione Culturale Imago Mundi Onlus, organizzatrice di Monumenti Aperti, progetto partecipato di valorizzazione del patrimonio culturale nato nel 1997 a Cagliari e oggi diventato evento culturale in 72 comuni italiani.

Interverranno

Fondatore e Presidente della Onlus Imago Mundi che cura la rete della manifestazione Monumenti Aperti dal 1999. Esperto di pianificazione e controllo delle PA, operatore culturale, volontario, Ambasciatore del Principato di Monaco per il “turismo d’affari”. Vicepresidente del Consorzio CAMU’, una delle organizzazioni culturali più importanti della Sardegna.

Giuliano Volpe, archeologo, professore ordinario di archeologia Dipartimento di Studi Umanistici all’Università di Foggia, di cui è stato rettore tra il 2008 e il 2013, è stato presidente del Consiglio Superiore ‘Beni culturali e paesaggistici’ del MiBACT dal 2014 al 2018. Dirige da molti anni importanti scavi terrestri e subacquei e ricognizioni archeologiche in Italia, in Francia e in Albania. Coordina la Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia. È presidente della Consulta Universitaria per le archeologie postclassiche e della Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia. È stato presidente della SAMI-Società degli Archeologi Medievisti Italiani e della Fondazione Apulia felix onlus. Dirige la rivista L’archeologo subacqueo e le collane Insulae Diomedeae e Aufidus per Edipuglia. È autore di numerose pubblicazioni:

  • Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e il paesaggio (Electa 2015)
  • Un patrimonio italiano. Beni Culturali, paesaggio e cittadini (UTET 2016)
  • Il bene nostro. Un impegno per il patrimonio culturale (Edipuglia 2019)

E’ ideatore e promotore della rete nazionale de Il Bene Nostro – Stati generali della gestione dal basso del patrimonio culturale.

Claudio Gnessi, interaction Designer, formatore, manager culturale e di comunità. È autore di diversi saggi, articoli e seminari sulla progettazione di modelli culturali per le periferie urbane. Nel 2018 è stato indicato come uno dei più importanti innovatori romani dalla rivista inglese Monocle. Dal 2015 è presidente dell’Ecomuseo Casilino.
Grizzaffi Liborio nato nel 1971 a Corleone, città in cui vive e lavora attualmente. Nel 1997 ha fondato ed è responsabile dell’Associazione Culturale “Il Germoglio” che si occupa di educazione alla legalità.
Esperto di animazione territoriale, al momento ricopre diverse cariche nell’ambito dell’associazionismo corleonese.
Il lavoro, infatti, promosso in questi anni ha puntato a dar vita ad altre associazioni o associazioni di associazioni promuovendone lo sviluppo e la crescita – “Oltre il muro” il cui nome oggi è Corleone Dialogos, “Animosa Civitas” associazione di solidarietà, il “Laboratorio della Legalità” un’associazione di associazioni che gestisce un bene confiscato alla mafia qual è casa del boss Bernardo Provenzano, che attraverso i quadri, contenuti al suo interno, sintetizza cento anni di storia sui protagonisti della resistenza alla mafia, e infine l’ultima nata è l’associazione “Io Gio.Co.” – Io Giovane Corleonese che raccoglie ben 19 associazioni del territorio attraverso la condivisione di uno spazio comune all’interno di un vecchio deposito di locomotive oggi “Centro Multimediale” e la condivisione di un cammino e di obiettivi di animazione territoriale. Tra i soci fondatori e membro del Consiglio Direttivo di ITER (rete costituita da Enti Locali e Organizzazioni no-profit diffuse in quasi tutte le regioni italiane, accomunati dall’obiettivo di sviluppare le politiche per la gioventù quale chiave per lo sviluppo dei territori e del Paese).
Promotore e consulente nel progetto INTUS Corleone, finanziato dal MIUR, ancora oggi è impegnato in azioni di sviluppo territoriale attraverso la promozione del territorio corleonese come destinazione turistica.

 

Maria Elena Bagarella nata e cresciuta a Corleone, formatrice e consulente nella progettazione di interventi educativi e sociali. Narratrice di comunità impegnata nella promozione del territorio e della sua storia.
Lavora nel terzo settore dal 1997 anno durante il quale ha fondato, insieme ad altri tre soci, l’Associazione Culturale “Il Germoglio” di cui è Presidente. L’Associazione è nata in quel momento storico di rinascita di Corleone, ormai passato alla storia come “Primavera corleonese”, attorno all’idea di avviare iniziative di animazione territoriale rivolte soprattutto ai ragazzi nell’ambito dell’educazione alla legalità. Nell’ambito dell’Associazione “Il Germoglio” si è occupata soprattutto di educazione alla legalità e attivazione di reti tra enti no profit.
Tra il 2000 e il 2002 ha lavorato come formatrice presso il “CPP Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti” di Piacenza.
Al momento riveste il ruolo di responsabile didattica del Laboratorio della Legalità, un edificio confiscato alla famiglia del Boss Provenzano, centro di ricerca attraverso i cui quadri si raccontano circa cento anni di resistenza alla mafia. Infine è stata promotrice e consulente del Progetto INTUS, finanziato dal MIUR, attraverso il quale l’Associazione “Il Germoglio” è finalmente riuscita a coniugare tre aspetti fondamentali del suo lavoro: educazione alla legalità e ricerca attraverso la valorizzazione dei faldoni del Maxi Processo custoditi a Corleone, promozione culturale di Corleone con il racconto dei suoi personaggi positivi più importanti attraverso un piano editoriale di dodici storie inserite in altrettanti percorsi turistici lungo le strade e i luoghi più suggestivi di Corleone, promozione dello sviluppo economico del territorio attraverso la creazione di opportunità di lavoro proprio puntando allo sviluppo del settore turistico.

Gaetano Balestra, assistente sociale e docente presso l’università degli studi “Federico II” di Napoli al corso di laurea in servizio sociale, presiede cooperazione San Gennaro, l’associazione che raggruppa le realtà del terzo settore che operano nel Rione Sanità e che si occupano della realizzazione di progetti socio-educativi in favore dei giovani del quartiere, all’interno della quale vi è la cooperativa La Paranza, che gestisce le catacombe di Napoli, della quale è socio e social media manager.

Emilio Casilini, fotoreporter, giornalista e scrittore, dal 2001 lavora in RAI come inviato e autore di inchieste, reportages e documentari in Italia e all’estero. Nel 2010 entra nella squadra di Report dove vince il Premio Ilaria Alpi con il servizio Spazzatour, dedicato sui traffici internazionali di rifiuti.
Nel 2016 è autore del libro “Rifondata sulla Bellezza”, edito da Spino Editore, un manifesto incentrato sulla potenziale narrazione delle infinite sfumature del nostro patrimonio culturale, naturale, storico e artistico. Ossia della nostra identità. Ha ideato e condotto per Rai Radio2 il programma “Bella Davvero”.

 

Il convegno si concluderà con un dibattito partecipato e i saluti finali.

Quale ruolo strategico può avere la relazione tra comunità e patrimonio culturale rispetto ai cambiamenti sociali dei territori? Quali processi e che tipo d’impatti producono i progetti di valorizzazione nati dal basso?

In questo momento storico in cui le nuove generazioni su scala mondiale si battono per riscrivere le sorti dei beni comuni, in cui la necessità di individuare nuove possibilità di rinascita si incontra con gli entusiasmi di una cittadinanza sempre più attiva, emerge l’importanza del concetto di patrimonio condiviso.

L’obiettivo dell’incontro è far dialogare storie di comunità che affidano un ruolo dinamico al proprio patrimonio, rafforzando i valori collettivi e creando nuove opportunità: buone prassi d’innovazione sociale intorno ai beni comuni, modelli di partecipazione, occupazione, sviluppo e trasformazioni territoriali.

 

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