A metà del ‘500 il marchese Francesco d’Este fece costruire una palazzina su Corso Giovecca per sé e per le due figlie Marfisa e Bradamante, che collegò poi con l’attuale Palazzo Bonacossi: un intero isolato di palazzi e giardini. Nel 1598, anno della devoluzione di Ferrara allo Stato della Chiesa, Marfisa non seguì la famiglia d’Este a Modena, restando nella
sua dimora fino alla sua morte. Caratterizzata da un ricco apparato decorativo realizzato dalla bottega del Bastianino (famoso per aver dipinto il Giudizio Universale nell’abside del Duomo) dopo la morte di Marfisa la palazzina godette di alterne fortune, finché il Comune la acquisì e la restaurò per renderla un museo. Nel 1929 il Comune concesse, nello spazio
tra i due palazzi, la costruzione del Tennis Club che prese il nome di Marfisa, molto attivo ancora oggi.
Tra i soci famosi vi furono lo scrittore Bassani e il regista Antonioni.