La Chiesa di Sant’Antonio, realizzata nel XVII secolo, durante il periodo della dominazione spagnola, si trova nella località omonima, tra il rione di Arasulè e il rione di Toneri, e nella sua semplice architettura è molto simile a tante altre chiese costruite in Sardegna in quel periodo. Si inserisce armonicamente nel contesto delle altre costruzioni. Venne realizzata con la tecnica del sistema archivoltato utilizzando materiali locali. La facciata principale è rivestita di intonaco. Lateralmente l’edificio ha un aspetto non appiattito perché presenta numerosi contrafforti che creano un certo movimento. La luce sulla struttura crea dei contrasti di chiaro scuro. Ci sono poche finestre di piccole dimensioni situate una sulla facciata, il rosone, e altre sui lati, a forma di mezzaluna. L’ingresso principale si trova sulla facciata anteriore mentre altre porte si trovano sui lati. La facciata, tra l’altro, dopo i recenti lavori di restauro, è stata impreziosita da un murale dell’artista Ezio Marietti raffigurante la processione di Sant’Antonio con i fedeli in costume. La pianta della Chiesa ha una forma semplice e appare simmetrica, benché uno dei bracci del transetto sia più lungo dell’altro. All’interno si trovano, dei pregevoli affreschi che occupano tutto il presbiterio e che sono stati recentemente restaurati. Lo storico dell’arte Naitza attribuisce i dipinti murali a Gregorio Are. La festa in onore di Sant’Antonio da Padova si tiene nei giorni 12 e 13 giugno. In quei giorni il cortile della chiesa assume l’aspetto di un vero e proprio mercato. Fino alla fine del 1800 per la Festa di San’Antonio si correva il palio, il premio per i fantini consisteva in circa 8 metri di velluto nero e azzurro.