L’area archeologica di Coi ‘e Casu, lungo la Strada Provinciale 73 per Porto Pino, risale all’Età del Bronzo (circa 1600-600 a.C.), periodo in cui fiorì la Civiltà Nuragica in Sardegna. L’insediamento era composto da un nuraghe complesso circondato dal villaggio, i cui ruderi emergono oggi tra la macchia di lentisco e olivastro. Il nucleo principale si sviluppava attorno a una depressione naturale del terreno, che raccoglieva l’acqua piovana nei mesi invernali e primaverili. Tra le strutture scoperte dagli archeologi spicca un vano destinato alla conservazione di derrate in grandi recipienti (doli). La ricerca mira a chiarire quali attività economiche praticava la comunità e perché il sito fu abbandonato alla soglia dell’Età del Ferro (XI-X secolo a.C.). Dopo alcuni secoli di inattività, l’insediamento fu nuovamente utilizzato dall’età tardo-punica (III-II secolo a.C.) fino a quella bizantina (VI-VII secolo d.C.), con ristrutturazioni e modifiche degli ambienti originali.