Negli anni Settanta l’artista Aligi Sassu volle onorare le sue origini ozieresi, donando alla città un grande affresco.
L’opera era in origine una pittura murale, la più grande in Sardegna per lungo tempo, che coi decenni è andata deteriorandosi per effetto degli agenti atmosferici ed è stata perciò recuperata nel 1998 attraverso un intervento musivo ad opera di artigiani specializzati indicati dall’artista. Ispirato all’esempio del muralismo messicano, tanto nell’impianto compositivo quanto nell’intento didattico-sociale, il Prometeo di Aligi Sassu, tra i massimi esponenti dell’arte italiana del Novecento, rappresenta un unicum nel panorama sardo. Con esso Sassu infonde un senso di universalità alla storia della Sardegna.
L’opera ha per protagonista Prometeo, dio titano della mitologia greca, che dona il fuoco e la saggezza agli uomini che creano la civiltà, narrata dall’artista, con immagini della storia di Ozieri. Sono raffigurati oltre alla Dea Madre, ceramiche della Cultura di Ozieri, elementi dell’epoca nuragica e importanti personaggi ozieresi come Leonardo Tola, Francesco Ignazio Mannu, Gavino Cocco, Matteo Maria Madao e Salvatore Saba.