Edificata intorno alla metà del Settecento, la chiesa ha attraversato diverse vicende legate alla storia locale e nazionale. Nel 1866, in seguito alle leggi eversive, fu confiscata dallo Stato insieme ai beni della Confraternita e trasferita al neonato Comune.
Nel Novecento fu utilizzata come mensa per i militari durante la Seconda guerra mondiale, cinematografo, sede elettorale e, durante i restauri della chiesa di San Matteo Apostolo, sede parrocchiale.
L’edificio presenta una facciata a capanna in pietra a vista, con portale timpanato, elementi di gusto classico e campanile a vela. L’interno, a navata unica con volta a botte e tre archi diaframma, conserva un altare neoclassico del 1915 dedicato alla Vergine del Rosario e una pavimentazione bicroma con mattonelle in cemento bianche e nere, risalente tra fine Ottocento e inizi Novecento.
Nel 2025 il Comune ha promosso un intervento di restauro con rifacimento degli intonaci, sistema di drenaggio, rinnovo degli impianti elettrico e di illuminazione e sostituzione degli infissi.