Questo murale di Angelo Pilloni racconta la storia di San Sperate. Al centro, la produzione agricola con pesche o arance. Due cavalieri rappresentano il potere spirituale e temporale: uno con il gonfalone del comune e l’altro con lo stendardo di San Sperato, il santo che ha dato il nome al paese. Il murale mostra il portone della casa campidanese, la chiesa di San Sperate, il monumento ai caduti dell’alluvione del 1892, e i fichi d’India. La scritta “e una die ti alloghidi su tempusu” augura che San Sperate rimanga nota nel tempo. Infine, delle mani offrono un cesto di pane tipico del Campidano.