Qualche cenno sull'argomento:

La Chiesa, attigua al sagrato della Parrocchia, è stata ricostruita nell’estate del 2004 nelle forme originarie dell’antica chiesetta chiamata in sardo “S’arrattoriu de s’Arrosariu”, demolita tra il 4 e 5 ottobre del 1969 a causa della struttura pericolante. La chiesetta è custodita dalla Confraternita del Santo Rosario di Nuraminis, una delle più antiche confraternite dedicate alla Madonna del Rosario di tutto il Campidano, rifondata nel 1641. Il piccolo edificio sacro presenta una facciata rettangolare che termina nel lato alto con un cornicione, sormontato da un piccolo campanile a vela. Nella vecchia costruzione lateralmente al campanile si trovavano quattro merletti a tre punte. Gli antichi arredi ancora oggi conservati sono: l’acquasantiera, costituita da un massiccio bacino in marmo bianco poggiato su una colonna con fusto rigato e capitello ionico con inciso sul bordo il nome della donatrice e la data “ANTIOGA SERRA 1661”, che testimonia già da quell’epoca la presenza dell’antica chiesetta; la lampada ad olio in argento cesellato che si trova nella cappella del Rosario della Parrocchia datata 1772; Il Cristo dolorante in carta pesta di probabile fattura dello scultore Efisio Antonio Castangia, fine 1700. Nella chiesetta è custodito anche un pregevole quadro della Madonna del Rosario del XVII secolo del pittore Giuseppe Deris, artista del Seicento che operò a Cagliari. Il quadro rappresenta al centro la Vergine e il Bambino Gesù con in mano un Rosario. Sopra il capo della Madonna due angeli svolazzanti reggono una corona. Nella parte bassa del quadro sono rappresentati quattro santi religiosi inginocchiati in preghiera, mentre sulla destra due sante monache, Santa Caterina e Santa Rosa da Lima, sono rappresentate con un abito bianco e un manto nero. Sullo sfondo del dipinto è rappresentato un paesaggio e in lontananza una processione, rappresentazione di un’antica processione della confraternita del Rosario.