Realizzata nel 1963, l’ex fabbrica era una delle più moderne e all’avanguardia del periodo. Sorgeva su 120 ettari di terreno. Due macchine continue (la Bonaria e l’Arborea) garantivano un’intensa produzione, fino a 400 t giornaliere di carta per quotidiani. Con la cartiera nacque l’aeroporto e un quartiere residenziale per i lavoratori e le loro famiglie. L’arrivo della crisi irrefrenabile ha condotto alla decisione di smontare le macchine continue e venderle alle fonderie della penisola. Resta in piedi il grande capannone vuoto, all’interno del quale giacciono i resti delle due macchine continue. Non verrà abbattuto in attesa dell’attuazione del Piano di caratterizzazione, che precederà gli interventi destinati alle infrastrutture.