Il complesso dell’ex tipografia Chiarella ha una superficie complessiva di 2.400 metri quadrati articolati su più livelli. Ha assunto nel corso del tempo dal XIII ad oggi diverse connotazioni: sorse come carcere cittadino e restò tale fino alla metà del XIX secolo, diventò poi sede del famoso mobilificio Clemente a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e infine tipografia nel secondo dopoguerra. Scavi archeologici hanno rivelato le mura trecentesche, la stanza delle guardie, la sezione femminile e le celle sotterranee tra cui la celebre fossa in cui venivano gettati i criminali più pericolosi.