Le necropoli di Corongiu e S’Acqua Salida o Pranu Efis si trovano a pochi chilometri di distanza da Pimentel (CA) sulla strada per Guasila, e sono fra le più a della Sardegna, risalenti al Neolitico recente, ai tempi della Cultura di Ozieri (3400-2700 a.C.). La domu di Corongiu con pozzetto verticale di accesso, anticella e cella sepolcrale riveste particolare importanza perché presenta sopra e ai lati del portello d’ingresso interessanti motivi costituiti da graffiti rialzati e sottolineati con sostanza rossa. L’ornamentazione è costituita da un elemento verticale, sopra si dipartono lateralmente le spirali interpretato come lo schema di un viso umano; si è visto in esso la raffigurazione della Dea Madre rappresentata come Dea degli Occhi onniveggente. Alla sua protezione venivano affidati i defunti nel viaggio verso l’aldilà compiuto su agili barche, ugualmente raffigurate sopra un motivo a zig-zag forse onde. L’area funeraria de S’Acqua Salida o Pranu Efis è costituita da otto tombe, suddivise in due gruppi (A e B). Particolare risalto nel complesso (A) ha la tomba n° 1 che è costituita da un lungo corridoio d’accesso, un’anticella, dotata di portello con riquadro dipinto di ocra rossa,una gran-
de cella e tre camerette sepolcrali. Nella tomba n° 2 del gruppo A è presente un vano di forma rettangolare di cui è crollato il soffitto, nella parete opposta all’ingresso sono dipinte in ocra rosso due protomi taurine con schema a T delimitate da un riquadro rettangolare sempre in ocra rosso bruno, colore con un significato propiziatore e rigeneratore. È noto che le protomi taurine testimoniano il culto della divinità maschile, il Dio Toro simbolo di fertilità, compagno della Gran Madre guardiano della tomba. Nel gruppo sepolcrale B la tomba prende aspetto di casa con nicchie, portelli, sedili, focolari rituali come nelle capanne di abitazione. Il bancone veniva utilizzato per deporvigli oggetti per il culto o come lettuccio sepolcrale, negli ipogei i morti sono stati rinvenuti distesi o rannicchiati, come se dormissero con accanto polvere di ocra rosso, quasi a farli rinascere a nuova vita o con asce a fianco in segno di difesa.