La chiesa campestre intitolata Santa Maria Maddalena, sorge in posizione periferica rispetto all’attuale centro abitato di Guamaggiore, non lontano dalla chiesa di impianto romanico intitolata a San Pietro. La fabbrica, immersa in un’area di recente rimboschimento, nota come pineta di Santa Maria Maddalena, si eleva su un interrazzamento naturale che dall’alto della collina guarda ai paesi limitrofi (Ortacesus, Guasili, Selegas).
La frequentazione del sito, attestata a partire dall’età nuragica, trova riscontro anche nelle fondamenta della chiesa realizzate con materiale di spoglio nuragico. Dalle fonti documentarie, (il Dizionario di Goffredo Casalis) risulta infatti che la fabbrica di Santa Maria fu eretta sulle rovine di un nuraghe.
La realizzazione dell’impianto architettonico risale forse agli inizi del XVIII secolo. L’edificio presenta all’esterno una facciata a capanna. Il piano di facciata è preceduto da un loggiato in nartece che impostato su travi lignee e cannucciato è sostenuto da quattro pilastrini in trachite.
A coronamento della facciata svetta un piccolo campanile a vela. L’interno presenta un ambiente a navata unica con coperture lignee a capriate. Due finestrelle, poste lungo il prospetto laterale sinistro e in quello posteriore, rappresentano le uniche fonti di luce diretta.
Nel lato destro dell’aula è custodito un basamento e parte di un fusto di una colonna strigliata in arenaria scolpita. La colonna (XIII secolo ?), di fattura artigianale sarda realizzata come basamento per un’acquasantiera, propone il motivo decorativo a strigile (scanalatura ondulata) proprio della tradizione romana.