Area archeologica Banca d’Italia

La seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso fu, per Cagliari, un’epoca di profondi cambiamenti. Il più traumatico, ancora oggi segnato dal rimpianto dei cagliaritani, fu la demolizione del grande mercato ottocentesco che occupava il lato Est del tratto meridionale del Largo Carlo Felice. Al suo posto sorsero gli edifici della Banca d’Italia e della Banca Nazionale del Lavoro, la cui costruzione fu preceduta da grandi opere di sterro che riportarono alla luce un’ampia porzione della Cagliari romana ed altomedievale. Dei ritrovamenti diede brevemente notizia Ferruccio Barreca, che riconobbe strutture puniche di tipo culturale con sovrapposizioni di età romana. Preziosa è la documentazione fotografica conservata nell’archivio della Soprintendenza Archeologica: dalle foto si nota come il contesto archeologico scavato dal Barreca fosse un complesso insediativo dalle molteplici fasi di vita, impressionante per la sua rilevanza monumentale e per la sua estensione. Nelle stesse foto si notano, inoltre, negli strati sottostanti le cantine del mercato, tratti di murature in blocchi squadrati, piani di calpestio, cabalette, ascrivibili a diverse fasi di vita, con ogni probabilità raccordabili con i resti venuti alla luce, negli ultimi decenni del secolo scorso, sotto il transetto sinistro e parte della navata della cinquecentesca chiesa di S. Agostino, dove le indagini hanno restituito imponenti strutture edilizie di epoca romano-imperiale con sovrapposizioni altomedievali. Un piccolo lembo del vasto complesso rinvenuto è conservato in un locale ricavato al di sotto della Banca d’Italia: un confronto con le immagini fotografiche permette di riconoscere parte di un ambiente termale con pavimento sopraelevato, strutture murarie in laterizio e tamponamenti in pietrame.

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