Il percorso dedicato alla scoperta del presidio ospedaliero Binaghi si snoda lungo il corpo centrale dello stabilimento per far scoprire ai visitatori l’ospedale cittadino che dal 1937, anno della sua inaugurazione, era dedicato alla cura delle persone affette dal Mal sottile, la denominazione eufemistica molto diffusa in passato della tubercolosi polmonare. Spesso è stata assimilata al vampirismo perché le persone che soffrono di tubercolosi hanno occhi arrossati e gonfi, un colorito pallido e tossiscono sangue. Nel corso della storia molte persone famose si ammalarono di tisi come il poeta britannico John Keats,
la scrittrice inglese Emily Bronte, il compositore polacco Fryderyk Chopin e molte eroine della narrativa e del melodramma: morirono di tisi anche Silvia di Giacomo Leopardi e Iljuscia dei fratelli Karamazov, la Violetta della Traviata di Giuseppe Verdi e Mimì della Bohème di Giacomo Puccini.
Nel 1927, durante il periodo fascista, il governo affida all’Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale il compito di intervenire drasticamente contro la diffusione della tubercolosi e delle malattie respiratorie. Tra il 1929 e il 1940 viene costruita la rete sanatoriale italiana con oltre 60 strutture. La storia dei presidi sanitari per la cura della turbercolosi si intreccia così con la storia dell’architettura e con quella del nostro Paese, che sarà ripercorsa in un interessante viaggio tra superstizione e letteratura.
L’ASSL di Cagliari intende recuperare anche gli antichi percorsi della salute del parco del Binaghi per essere restituiti alla comunità e inseriti nei programmi di terapia e prevenzione dell’ATS Sardegna.