Le case della memoria

Casa Sitzia, via Marchesa D’Arcais
Casa Pibiri, via Sassari
Un viaggio attraverso le case dei primi del ’900, dove ancora si possono vedere su strexu ‘e feu, scannus nella loggia, la vecchia radio ancora funzionante, su parastagiu nella cucina dove si trova anche su telaiu, strumento attorno al quale sa meri e sa srebidora trascorrevano la maggior parte delle ore lavorative. Si possono vedere ancora le pareti decorate a mano da artisti del posto; is sobarius dove si conservavano i cereali e le leguminose. Un viaggio attraverso ambienti che suscitano vecchi ricordi e sensazioni ancora intatte nella memoria. Le due case conservano ancora l’ingresso caratterizzato dal portale archivoltato, protetto all’interno, da una tettoia sorretta da un portico, su prociu o sa lolla ’e su pottabi. La struttura abitativa è composta dal loggiato, sa lolla, aperto anteriormente con una serie di archeggiature.
Quasi tutte le stanze si immettono alla lolla. Nella cucina è possibile notare una rastrelliera, una piattaia e un tavolo con gli scanni. Alle pareti sono appesi gli spiedi, schidois, su un apposito telaio in legno, sa schidonera, con alcune graticole. Sulla mensola del grande cammino, che occupa un’intera parete, sono adagiate le pentole, is pingiadas, e i tegami in terracotta, is tianus. Dalla lolla si accede ad un locale adibito a dispensa e alle stanze di rispetto, is apposentus bonus. Queste ultime comprendono: la sala da pranzo, s’apposentu ‘e prandi, arredata con una credenza, una console, sa consolla, tavolo e sedie. Nel cortile sono ubicati gli annessi rustici quali stalle, pagliai e ricoveri per attrezzi e animali.