La Provincia di Sassari dal 1927 acquisì aree (oliveti) in regione “Mulino a Vento” da destinare al nascituro Istituto Veterinario dell’Università, beneficiaria dell’utilizzo.
Solo però nell’aprile 1932 iniziò la costruzione dell’edificio e degli stabili minori intorno. Il cantiere fu concluso nel 1934 e inaugurato per la ricorrenza del 28 ottobre. Nel mentre l’Istituto di Veterinaria sassarese fu promosso dallo Stato al rango di Facoltà a sé stante. Il progetto del complesso si deve all’Ufficio Tecnico della Provincia di Sassari (allora guidato dall’Ing. Bruno Cipelli): l’edificio principale, destinato a ospitare l’aula magna, aule studio e laboratori scientifici, nonché le stanze dei docenti, fu particolarmente curato nell’estetica. Se degli stucchi e degli intonaci policromi interni assai poco è giunto a noi, all’esterno prospetta una severa mole quadrangolare, con corpi appena aggettanti nelle porzioni laterali e centrale, portico d’ingresso con tre arcate, cornici bugnate e angolari in trachite al piano terreno e ampie finestre con ricche cornici, colonne e fregi neorinascimentali al piano superiore. Tali elementi ritornano anche nelle due facciate laterali. Gli edifici minori posti in quello che oggi è un giardino sono semplici e funzionali, essendo sorti come stalle didattiche e clinica medica veterinaria. Una bella cancellata in stile eclettico, con pilasti quadrangolari bugnati in trachite, separa il giardino da via Duca degli Abruzzi.
Trasferitasi la Facoltà di Veterinaria nei primi Anni ’70 del XX secolo, dal 1989 il complesso ospitò l’Accademia di Belle Arti, poi intitolata al pittore Mario Sironi. Proprietà oggi della Città Metropolitana di Sassari, il complesso è stato restaurato e rinnovato per aggiornarlo alle necessità didattiche dell’Accademia.