Qualche cenno sull'argomento:

CITTA’ E TERRITORIO, TRA STORIA E NATURA

Situata nell’agro di Sassari, la chiesa di Sant’Anatolia si erge in cima a una collinetta circondata da trachiti vulcaniche e ricchi campi verdeggianti, in un’area abitata sin dall’età prenuragica. La prima citazione della chiesa di Sant’Anatolia risale al 31 gennaio 1571; non si hanno notizie certe circa la data di fondazione, ma si è comunque ormai certi che esista una chiesa rupestre di età alto-medievale, interrata, nei pressi dell’attuale chiesa campestre. L’edificio presenta una facciata timpanata piatta e bianca segnata da una cornice marcapiano. Il portale d’ingresso rettangolare è preceduto da una scalinata in trachite ed immette nell’atrio della chiesa, che costituisce in realtà l’antico presbiterio: di fatto, numerose tracce dell’edificio originario sono ancora oggi visibili in quanto inglobate dalle strutture successive. Da questo ambiente si accede al corpo centrale della chiesa, a campata unica con sei cappelle laterali, tre per parte, che conducono verso l’altare maggiore nel quale è ospitato il simulacro della Santa titolare della chiesa. Di notevole interesse gli affreschi dell’abside raffiguranti un cielo azzurro con nuvole bianche dalle quali sbucano diciassette cherubini attorno a una figura femminile a mezzo busto e senza ali che regge dei rametti d’ulivo: si tratta molto probabilmente della stessa Sant’Anatolia.