Il sito archeologico di Santa Maria

Il sito archeologico denominato Santa Maria, per la presenza fino a mezzo secolo fa di una chiesa dedicata alla Madonna d’Itria, fa parte di un antico agglomerato urbano che comprende anche il rione della cattedrale di San Pietro e le abitazioni intorno al Municipio. In occasione dei lavori di costruzione di una nuova ala dell’oratorio parrocchiale in via Garibaldi, nel maggio del 2005 venne alla luce un manufatto particolare ancora integro, che poi fu identificato come una vasca termale di epoca romana imperiale (I-III sec. d.C.). Segno tangibile di come questo fosse sede di un agglomerato urbano è proprio questa vasca termale, che faceva parte di un più ampio complesso termale all’interno di una villa di proprietà di una facoltosa e raffinata famiglia. A conferma di ciò, infatti, nell’adiacente cortile di una casa privata si possono vedere chiaramente a livello terra i contorni di altre due vasche che costituiscono il completamento di quello che presso i romani era il classico trio di calidarium, tepidarium e frigidarium tipico dei locali da bagno. La vita nel sito di Santa Maria è presente già nell’epoca nuragica e continuò presumibilmente senza soluzione di continuità per tutto il periodo punico e proseguì durante il periodo romano repubblicano e imperiale, per dare luogo poi a quel vasto agglomerato abitativo a cui darà vita, forse nell’alto medioevo, alla formazione del centro urbano di Terralba. L’associazione culturale Selas di Terralba, che da tempo opera per valorizzare il patrimonio storico-archeologico del territorio, ha adottato tale monumento e si è preoccupata di tutelarne l’integrità. Ha messo in sicurezza le strutture murarie a cui la vasca è appoggiata e ha sistemato l’area che la circonda