Il colle sacro: ventisei secoli di stratificazione
L’Isola di San Lorenzo coincide con l’antica acropoli di Perugia, sacra fin dall’epoca etrusca e mai abbandonata nel corso dei secoli. Il sito ha conservato per circa venticinque secoli il suo ruolo di area sacra cittadina: sotto gli attuali chiostri e l’abside della cattedrale, a oltre 15 metri di profondità, si snoda un percorso di circa un chilometro che attraversa quattro civiltà — etrusca, romana, medievale e rinascimentale. Un tempio dedicato alla divinità femminile Uni fu edificato dagli Etruschi attorno al VI secolo a.C.; sopra quelle fondamenta sorse il foro etrusco-romano e, poi, tra il IX e il X secolo, la prima chiesa cristiana.
Il complesso monumentale — denominato “Isola” per la sua compattezza urbana, quasi un isolato autonomo nel cuore della città — comprende la Cattedrale gotica, la Loggia di Braccio Fortebracci, i due chiostri (settecentesco e quattrocentesco), le abitazioni dei canonici, il Museo del Capitolo e il percorso della Perugia Sotterranea.
La Cattedrale: dal gotico al barocco settecentesco
L’attuale Cattedrale metropolitana di San Lorenzo fu progettata nel marzo 1300 dal monaco silvestrino Fra Bevignate — lo stesso cui si devono la Fontana Maggiore, l’acquedotto di Perugia e il Duomo di Orvieto — e i lavori furono avviati ufficialmente il 20 agosto 1345. Il cantiere si protrasse per oltre un secolo, con la chiesa ultimata nel 1490 e consacrata nel 1569. L’impianto gotico “Hallenkirche” a tre navate di uguale altezza, sorrette da dieci imponenti pilastri ottagonali, è rimasto sostanzialmente intatto nella struttura. La decorazione esterna in marmo rosa e bianco, a trama geometrica di rombi, non fu mai completata e occupa ancora oggi solo la fascia inferiore della fiancata.
Nel XVIII secolo il complesso subì la sua trasformazione decorativa più radicale: le volte costolonate furono interamente affrescate da una schiera di pittori perugini — Francesco Appiani, Vincenzo Monotti, Valentino Carattoli, Carlo Spiridione Mariotti, Marcello Leopardi, Domenico Sergardi — in quello che costituisce una vera antologia della pittura settecentesca umbra. La facciata su Piazza Danti è vivacizzata da un portale barocco del 1729, opera di Pietro Carattoli.
Il Chiostro Grande
Il chiostro settecentesco — detto anche “chiostro superiore” — rappresenta il nucleo architettonico più recente del complesso e al tempo stesso il contenitore di quello più antico: cela infatti al suo interno il cuore dell’acropoli etrusca, facendo da scrigno all’intero percorso di Perugia Sotterranea che si sviluppa sotto di esso. L’iscrizione con la data 1699, ancora visibile nell’attuale struttura, segna il termine dei lavori di ristrutturazione dell’area che portarono alla configurazione definitiva del chiostro.
Il chiostro settecentesco è costituito da un cortile porticato con due ordini di pilastri sovrapposti, dov’è ancora visibile l’incisione riportante la data 1699 come termine dei lavori di ristrutturazione dell’area.
La struttura si articola in un cortile porticato a doppio ordine sovrapposto di pilastri, tipologia che rimanda al gusto razionale e scenografico del tardo Seicento e del primo Settecento. In uno dei lati del cortile si apre l’ingresso del Museo del Capitolo di San Lorenzo. Il chiostro subì una successiva revisione nella seconda metà dell’Ottocento, quando Gioacchino Pecci — poi Papa Leone XIII — era vescovo della città e ne commissionò alcune modifiche nell’ambito del più ampio cantiere neogotico che interessò l’intera cattedrale. Dal chiostro superiore si accede al campanile e alla terrazza che si affaccia sopra la Loggia di Braccio, con vista diretta su Piazza IV Novembre. La prima collezione museale del 1871, ancora oggi esposta sulla parete esterna del loggiato sinistro, fu allestita per volere del sacerdote Luigi Rotelli.
Il percorso di Perugia Sotterranea, accessibile dall’interno del chiostro, conduce attraverso una strada etrusco-romana, una domus romana, l’acropoli etrusca originaria e le fondamenta stratificate degli edifici sacri che si sono succeduti nei secoli, toccando infine la parte sottostante l’abside della cattedrale.
Il Chiostro Quattrocentesco e le Canoniche
Adiacente al chiostro settecentesco, il chiostro quattrocentesco ha una storia e una morfologia profondamente diverse. Nato dall’espansione progressiva delle canoniche — unità abitative dei sacerdoti e dei chierici del capitolo — la struttura inglobò nel tempo abitazioni preesistenti e un edificio a torre, oggi in parte identificabile nella Sala del Dottorato, sede delle cerimonie di laurea in Giurisprudenza e Medicina dal 1646. Il chiostro quattrocentesco è composto da tre loggiati disposti su livelli differenti, sorretti da colonne di granito di origine assai più antica, probabilmente di reimpiego romano. Ancora oggi ospita residenze destinate a privati e canonici.
Il progetto “Isola di San Lorenzo” e la valorizzazione contemporanea
Oggi il progetto “L’Isola di San Lorenzo” punta a restituire alla città il proprio colle sacro come luogo attivo di cultura e comunità, integrando il Museo del Capitolo, la Perugia Sotterranea e la Cattedrale in un unico percorso narrativo multistrato.



