Nella seconda metà del Novecento nel territorio del Gerrei ed in parte anche del Sarrabus vennero individuati e studiati alcuni giacimenti di fluorite, un minerale utilizzato in alcuni settori dell’industria, nella produzione di particolari materiali plastici (teflon), nell’industria dei refrigeranti (freon), in quella del vetro e nell’industria dei medicinali. Agli inizi degli anni Novanta una buona parte dei gas propellenti, costituiti da fluoro, cloro e altre sostanze chimiche, provocarono la crisi del valore della fluorite e quindi della miniera di Silius. Questa passò dalla società privata che l’aveva gestita fin dal nascere alla Regione Sardegna, attuale proprietaria, quest’ultima ha avviato negli anni scorsi una serie di progetti volti al risanamento e al rilancio delle attività di estrazione del minerale, attualmente sospese, nonostante la presenza accertata di oltre 2 milioni di tonnellate di minerale estraibile. Il giacimento, costituito da minerali di fluoro, bario e piombo, si estende per alcuni chilometri ed interessa un territorio vasto poco meno di 600 ettari, in sottosuolo si raggiungono profondità superiori ai 350 metri, oltre le quali la mineralizzazione tende ad esaurirsi. Nel corso dei decenni si è sviluppata una maglia di gallerie e pozzi articolata in due grandi cantieri; Muscadroxiu e Gennas Tres Montis, con diversi nuclei abitati da operai, tra questi il personale polacco specializzato nello scavo dei pozzi. Nonostante la “giovane” età della miniera, i cui lavori iniziarono nel 1968, quella di Silius rimane tra gli impianti di estrazione a livello nazionale più interessanti e per certi versi tradizionali. L’accesso al sottosuolo, infatti, si svolge attraverso pozzi e non con l’ausilio di rampe stradali. All’interno sono state ideate e sperimentate nuove tecniche di estrazione, strumenti e macchinari, il tutto teso a migliorare l’efficienza dei lavori e la formazione del personale costituito, forse, dagli ultimi minatori d’Italia, poco meno di 150 unità. Mentre sui colli del Gerrei si svolge l’attività di estrazione, nella periferia di Assemini il minerale di Silius viene trattato per essere separato dagli altri minerali e dalle impurità.