Palazzo dei Diamanti e la mostra

[fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_2″ last=”no” spacing=”yes” center_content=”no” hide_on_mobile=”no” background_color=”” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” hover_type=”none” link=”” border_position=”all” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding=”” margin_top=”” margin_bottom=”” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=”0.1″ animation_offset=”” class=”” id=””][fusion_text]Palazzo dei Diamanti è il monumento più rappresentativo del cosiddetto Quadrivio rossettiano, ossia dell’incrocio tra gli attuali Corso Biagio Rossetti e Corso Ercole I d’Este. Progettato da Biagio Rossetti per conto del Duca che decise l’ampliamento pianificato della città verso nord, il palazzo fu iniziato nel 1494 e, già quattro anni dopo, i documenti testimoniano che le facciate fossero decorate “a marmore e diamanti”. Nel 1559 la proprietà passò a Luigi d’Este, secondogenito di Ercole II, che fece realizzare lo scalone e lo spettacolare soffitto-copertura del Salone d’Onore al piano nobile. Nel 1586 il fabbricato andò in eredità all’ultimo duca di Ferrara, Cesare d’Este, che fece eseguire un ciclo di decorazioni parzialmente conservate, al piano nobile e nelle sale Benvenuto Tisi – oggi integrate nel percorso espositivo; il palazzo rimase di proprietà estense anche dopo la devoluzione allo Stato Pontificio avvenuta nel 1598. Le candelabre scolpite a fianco del portale di ingresso furono fatte eseguire dai marchesi Villa, divenuti proprietari nel Seicento. Nel 1842 il monumento divenne proprietà del Comune di Ferrara, che vi installò la Pinacoteca. Gravi danni si ebbero durante la Seconda Guerra Mondiale, a cui seguirono importanti restauri durante tutto il XX secolo. Ancora danni si sono verificati in seguito al sisma del 2012, e anche attualmente l’edificio è oggetto di consolidamenti e restauri. Palazzo dei Diamanti è l’unico edificio di Ferrara ad avere le facciate completamente rivestite in marmo, nonché uno degli edifici rinascimentali più celebri in Europa. Con questa opera, Biagio Rossetti porta a compimento quel “rinacimento provinciale” che gli ultimi orientamenti della critica riconoscono come corrente culturale vera e propria: non una imitazione di modelli più famosi ma una vera e propria declinazione locale del Rinascimento. Attualmente il palazzo è diviso in due nuclei distinti e non comunicanti: quello pertinente alla galleria per le esposizioni temporanee al piano terra e il piano nobile, occupato dalla Pinacoteca Nazionale in cui sono conservate anche opere di Bononi.[/fusion_text][fusion_separator style_type=”single solid” top_margin=”5px” bottom_margin=”5px” sep_color=”” border_size=”” icon=”” icon_circle=”” icon_circle_color=”” width=”” alignment=”center” class=”” id=””/][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_2″ last=”yes” spacing=”yes” center_content=”no” hide_on_mobile=”no” background_color=”” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” hover_type=”none” link=”” border_position=”all” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”” padding=”” margin_top=”” margin_bottom=”” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=”0.1″ animation_offset=”” class=”” id=””][fusion_imageframe lightbox=”yes” gallery_id=”” lightbox_image=”” style_type=”glow” hover_type=”none” bordercolor=”” bordersize=”0px” borderradius=”0″ stylecolor=”” align=”right” link=”” linktarget=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=”0.1″ animation_offset=”” hide_on_mobile=”no” class=”” id=””] [/fusion_imageframe][fusion_separator style_type=”none” top_margin=”100px” bottom_margin=”89px” sep_color=”” border_size=”” icon=”” icon_circle=”” icon_circle_color=”” width=”” alignment=”center” class=”” id=””/][fusion_accordion divider_line=”” class=”” id=””][fusion_toggle title=”LA MOSTRA” open=”no”]Dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018, a Palazzo dei Diamanti va in scena un capitolo della storia dell’arte affascinante, anche se poco conosciuto. L’appuntamento espositivo, intitolato Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese è riservato, infatti, ad uno dei grandi protagonisti della pittura del Seicento, il cui nome è stato spesso accostato a quelli di Zurbarán o di Caravaggio. Per secoli Bononi, come del resto l’intero Seicento ferrarese, è rimasto in ombra, offuscato dal ricordo della magica stagione rinascimentale della Ferrara degli Este. Una lenta operazione di recupero critico ha progressivamente messo a fuoco la figura di un artista unico che seppe interpretare in modo sublime e intimamente partecipato la tensione religiosa del suo tempo. Pittore di scene mitologiche nonché di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, Bononi elabora un linguaggio pittorico che pone al centro l’emozione, il rapporto intimo e sentimentale tra le figure dipinte e l’osservatore. Negli anni drammatici dei contrasti religiosi, dei terremoti e delle pestilenze, il sapiente uso della luce e il magistrale ricorso alla teatralità fanno di lui uno dei primi pittori barocchi della penisola, come testimoniano le seducenti decorazioni di Santa Maria in Vado del 1617 circa. Ma Bononi fu anche un grande naturalista: nelle sue opere il sacro dialoga con il quotidiano. Tele come il Miracolo di Soriano o l’Angelo custode mostrano quanto acuta fosse per l’artista la necessità di calare il racconto sacro nella realtà, incarnando santi e madonne in persone reali e concretamente riconoscibili. In questa prospettiva, pochi come lui hanno saputo coniugare il nudo maschile con le esigenze rappresentative dell’Italia ancora controriformista di inizio Seicento: i suoi martiri e i suoi santi sono dipinti con perfezione potente e, al contempo, suadente, ma senza alcun gusto voyeuristico. Tutto questo era ben chiaro agli occhi dei contemporanei. Il “divino” Guido Reni, a pochi mesi di distanza dalla morte di Carlo, avvenuta nel 1632, lo esaltava descrivendolo «pittore non ordinario» dal «fare grande e primario», dotato di «una sapienza grande nel disegno e nella forza del colorito».[/fusion_toggle][/fusion_accordion][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_content_boxes settings_lvl=”parent” layout=”icon-boxed” columns=”3″ icon_align=”left” title_size=”” title_color=”” body_color=”” backgroundcolor=”#f6f6f6″ icon_circle=”yes” icon_circle_radius=”” iconcolor=”#ffffff” circlecolor=”#01416d” circlebordercolor=”#ffffff” circlebordersize=”” outercirclebordercolor=”#ffffff” outercirclebordersize=”2px” icon_size=”” icon_hover_type=”none” hover_accent_color=”” link_type=”” link_area=”” link_target=”” animation_delay=”” animation_offset=”” animation_type=”0″ animation_direction=”left” animation_speed=”0.1″ margin_top=”20px” margin_bottom=”20px” class=”” id=””][fusion_content_box title=”Indirizzo: ” icon=”fa-compass” backgroundcolor=”#f6f6f6″ iconcolor=”#ffffff” circlecolor=”#01416d” circlebordercolor=”” circlebordersize=”” outercirclebordercolor=”” outercirclebordersize=”” iconrotate=”” iconspin=”no” image=”” image_width=”35″ image_height=”35″ link=”” linktext=”” link_target=”_self” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=””]Corso Ercole I d’Este, 21
44124 Ferrara FE[/fusion_content_box][fusion_content_box title=”Informazioni ” icon=”fa-bullhorn” backgroundcolor=”” iconcolor=”” circlecolor=”” circlebordercolor=”” circlebordersize=”” outercirclebordercolor=”” outercirclebordersize=”” iconrotate=”” iconspin=”no” image=”” image_width=”35″ image_height=”35″ link=”” linktext=”” link_target=”_self” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=””]Orari:
sabato 28 ottobre dalle 19.00 alle 22.00[/fusion_content_box][fusion_content_box title=”Visite a cura di:” icon=”fa-bullhorn” backgroundcolor=”” iconcolor=”” circlecolor=”” circlebordercolor=”” circlebordersize=”” outercirclebordercolor=”” outercirclebordersize=”” iconrotate=”” iconspin=”no” image=”” image_width=”35″ image_height=”35″ link=”” linktext=”” link_target=”_self” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=””]

Per Le Parole della Bellezza
– Istituto Comprensivo N.6  Cosmè Tura, scuola secondaria di primo grado Barco F. Mazza
classe II F

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Corso Ercole I d’Este, 21, 44121 Ferrara FE

” icon=”” width=”100%” height=”300px” zoom=”15″ scrollwheel=”yes” scale=”yes” zoom_pancontrol=”yes” animation=”yes” popup=”yes” class=”” id=””][/fusion_map][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

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