La stele di Boeli è stata ritrovata nel 1996 durante i lavori di scavo per la fondazione di una casa, si trova, infatti, all’ interno di un giardino privato. Questo particolare menhir è attualmente collocato ritto, in posizione non originale. È costituito da una lastra corposa, derivata da una robusta placca dal taglio apparentemente naturale e lavorata “alla martellina” nelle superfici e soprattutto nell’apice e ai fianchi. La sua forma è vagamente triangolare, con vertici arrotondati e apice rastremato, con lati sinuosi che s’allargano notevolmente alla base. La pietra è pressoché integra, se si esclude una sbrecciatura recente, dovuta all’azione del mezzo meccanico nell’atto del rinvenimento.
La facciata è piatta, mossa da alcune ondulazioni, e su tutta la sua superficie è disposta una ricca decorazione costituita da coppelle, cerchi concentrici e linee. L’elemento di maggiore effetto ornamentale, e anche il più significativo, è costituito da un insieme di cerchi concentrici attraversati dal centro all’esterno da una solcatura lineare con estremità ricurva. Questo motivo è rilevabile in almeno 11 esempi, diversi per dimensione, ora ben evidenti e talora assai consunti e di difficile lettura. I simboli da cui è caratterizzato, conferiscono al monumento una valenza sacrale e magica; probabilmente il loro significato può essere messo in relazione con culti incentrati sulla fertilità e sul ciclo di morte e rinascita della natura e delle stagioni, tipici della religiosità delle popolazioni di età Neolitica, età a cui il monumento risale.
Gli unici confronti che esistono in Sardegna per questa stele provengono tutti dai dintorni di Mamoiada e sono costituiti da frammenti di stele che presentano simboli molto simili anche se non identici.