L’area archeologica del Tempio Punico-Romano fu messa in luce durante la costruzione dell’Agenzia Orofino Viaggi in Viale Trento 10. Essa conserva una porzione di un edificio di grandi dimensioni impostato sulla roccia affiorante, che sfruttava il declivio naturale del terreno. La struttura, databile tra III e II sec. a.C., si inserisce nella fase punico-romana della città ed è di eccezionale rilevanza per la conoscenza della topografia sacra di Karales. Un’iscrizione punica, rinvenuta agli inizi del Novecento nel cosiddetto Giardino Birocchi, ha restituito la genealogia del dedicante, fornendo un raro dato epigrafico sul contesto cultuale. L’edificio, di notevole imponenza, doveva essere arricchito da elementi architettonici quali basi, colonne e cornici modanate, in parte smantellati in età romano-repubblicana (II sec. a.C.). Gli scavi hanno restituito numerosi ex voto – statuine antropomorfe, raffigurazioni anatomiche e offerte alimentari deposte in fosse – indicativi di pratiche rituali articolate. L’interpretazione del culto resta incerta, ma le evidenze rimandano a forme di religiosità punica successivamente rielaborate in ambito romano.